Dopo aver trattato i
prestiti tra privati in generale, ed ai quali rimandiamo per motivi logici coloro che non l'abbiamo ancora letto, proseguiamo con il social lending pure identificato con le locuzioni de prestiti peer to peer o prestiti p2p lending ovvero prestito sociale. Tuttavia, quest'ultima definizione è errata in quanto è vero che la traduzione italiana di social landing coincide con quella di prestito sociale, ma è anche vero che in italia per
prestito sociale si intende quello attuato all'interno delle cooperative e che, pertanto, nulla ha a che fare con il prestito peer to peer o social lending p2p importato dai paesi anglosassoni. Il social lending in italia invece è il credito che si fanno reciprocamente delle comuni persone sfruttando una piattaforma informatica gestita dalla rete di internet: i cosiddetti p2p social lending sites online
Dicevamo che il social lending p2p è di chiara origine anglofona, e consiste in una piattaforma tecnologica funzionante nel web che fa incrociare la domanda con l'offerta di credito: chi chiede un prestito incontrerà chi ha intenzione di offrirlo. Le ragioni dei prestiti peer to peer sono triplici ma connesse tra loro: anzitutto, quella di limitare (e non eliminare) le varie spese di mediazione degli istituti di credito. Parliamo di limitare in quanto anche nei prestiti p2p lending sono previste delle commissioni che vanno a chi gestisce il sito, ma queste non sono onerose come quelle che incamerano banche e finanziarie; poi, la persona che presta moneta, grazie al
social lending ha un rendimento molto maggiore rispetto ai bot, cct, ecc., ma ha anche la soddisfazione di esercitare il lavoro che fa la banca: prestare dei soldi alle persone; infine, chi prende la cifra in prestito paga un tasso di interesse nettamente inferiore a quello proposto da banche e finanziarie. E vissero tutti felici e contenti!
Il social lending in italia ha preso corpo da circa due anni (primi mesi del 2008) ed ha raggiunto volumi di transazioni non indifferenti. Possiamo dire che, al pari di stati uniti germania francia olanda ed altri paesi, inizia a funzionare. I prestiti peer to peer piacciono sia ai prestatori che ai richiedenti. Le tre principali realtà che gestiscono il social lending italia o i social lending sites sono:
Zopa.it,
Boober.it e Kasbìa.it. Queste tre società sono i protagonisti del social lending in italia online. Tutte hanno lo stesso modo di classificare i prestiti erogati: danno loro un rating che va dalla lettera A alla E, la prima lettera è il prestito p2p che ha maggiore probabilità di essere saldato ed ha un rendimento minore a fronte di un basso rischio di insolvenza; di contro, la lettera E è il prestito peer to peer a più alto rendimento ma presenta maggiori rischi di insolvenza; nel mezzo vi sono i p2p lending con rating B, C e D. Il rating di chi chiede prestiti p2p lending viene assegnato seguendo la classificazione del
credit score ovvero interrogando le centrali rischi e le banche dati per vedere il grado di indebitamento, se è pulito, etc. Mentre, chi presta decide liberamente a quale rating prestare, sapendo che prestando al A avrà un minore rendimento e basso rischio, a B un rendimento un pò maggiore ma anche il rischio aumenterà ecc. ecc. fino ad arrivare al E.
Purtroppo, come molti già sanno, il social landing in italia è stato bloccato nel luglio del 2009 da un decreto della Banca di Italia, la quale, prima a Zopa.it e poi alle altre due società di social lending p2p, ha contestato la illegittimità del modus operandi per quanto attiene il deposito delle somme versate e prima che queste siano erogate sotto forma di prestiti peer to peer online. In pratica, la Banca di Italia contesta che la attività delle social lending va oltre il prestito p2p ma costituisce una raccolta di risparmio laddove i liquidi vengono depositati in un conto ed ivi giacciono prima di essere erogati. Secondo la BdI manca un passaggio fondamentale: quello di tutelare i depositi dei prestatori prima che i liquidi vengono distribuiti tramite il social lending p2p on line. Da un punto di vista formale, il social lending p2p ha effettivamente violato la normativa, tuttavia ci poniamo una domanda: perchè se ne sono accorti dopo quasi due anni ? La maggior parte degli utenti pensa che siccome il progetto dei prestiti peer to peer p2p era decollato lo hanno strongato volutamente perchè rappresentava una "minaccia" agli utili delle banche. Noi non sappiamo se ciò sia vero, ma una cosa è sicura: al momento, in tutti gli altri paesi superiormente citati il social lending p2p continua a funzionare, in italia no! Perchè? Ai posteri l'ardua sentenza! Il nostro impegno per adesso è quello di tenervi aggiornati sulla vicenda, non appena si saprà qualcosa di nuovo.