Quella che segue è la parte seconda di un articolo sul prestito vitalizio ipotecario. Nel caso foste arrivati direttamente in questa pagina, suggeriamo, per coerenza, di iniziare dal primo post avanti
prestiti vitalizi ipotecari uno.
Allora, in questa sezione spiegheremo le ulteriori caratteristiche dei prestiti vitalizi ipotecari oltre l'indicazione di tutte le alternative possibili a questo, perchè, ricordiamo, che trattasi è una specie di finanziamento che deve essere scelto come estrema ratio in quanto è il più oneroso tra tutti quelli offerti dal mercato, in quanto è l'unica forma di credito proposta nell'intero territorio italico cui è concesso capitalizzare degli interessi anatocistici. Bene, con quale data coincide la fine del contratto di vitalizio ? Questa coincide con la morte del pensionato o, con il decesso del contraente più longevo in caso di vitalizio cointestato. Da questa data gli eredi hanno un anno di tempo per saldare, una tantum, l'intero vitalizio. Dopo un anno, se gli eredi non pagano o in mancanza di essi, la banca è legittimata alla vendita dell'immobile all'asta.
Altra questione, molto complessa: che cifra posso ottenere dal prestito vitalizio ? Beh, anzitutto dipende dal valore dell'immobile, da intendersi, questo, non solo l'appartamento nel quale si vive, ma anche un terreno, un box, un capannone etc. La complessità che accennavamo invece è riferita alla percentuale ottenibile la quale varia in base all'età del pensionato secondo il seguente schema: più si è "vecchi", più si ottiene. Perchè ? Lo diremo poi. Le percentuali ottenibili dai vitalizi ipotecari variano in base all'istituto prescelto, ma comunque sono riassumibili entro i seguenti scaglioni: da 65 (età minima) ai 70-75 anni vi possono erogare fino al 20-25% del valore del vostro immobile; dai 70-75 agli 80-85 anni la percentuale sale al 35-40%; superati gli 85-90 anni si può arrivare fino ad un massimo del 50% del valore. La, anzi, le motivazioni di queste diverse percentuali sono generate da precisi calcoli statistici che mirano a tutelare le banche affinchè alla scadenza del vitalizio (la morte) il valore del vostro debito non sia superiore al valore dell'immobile: se così fosse la banca perderebbe gran parte del suo "investimento". Facciamo un pò di simulazioni per capire detto meccanismo.
Il concetto base dal quale partire in caso di equity release o lifetime mortgage (nomi inglesi coi quali sono chiamati i vitalizi) è quello dalla vità media umana di un dato paese: in italia è di circa 80 anni. In base a questo dato hanno suddiviso gli scaglioni su riportati. Ad esempio, un "anziano" di 67-68 anni sottoscrive un vitalizio al tasso del 7% e riceve il 20% del valore della sua casa (che vale 150mila€ e quindi riceve 30mila€ ) e vive per altri venti anni. Risultato: alla fine dei ventanni il suo debito sarà di 116mila euro. Nel frattempo, calcolando la rivalutazione dell'immobile, questo si è rivalutato e vale circa 270mila euro, quindi in grado di garantire il debito derivante da ventanni di vitalizio. Viceversa, se al nostro anziano avessero concesso, a parità degli altri dati, il 50% del valore, alla fine dei 20 anni il debito sarebbe ammontato a 290mila€, quindi ben al di sopra del valore dell'immobile rivalutato. E' chiara l'antifona? Questo, infatti, giustifica erogazioni maggiori ai novantenni: che prospettive di vita statistiche ha una persona di 90anni ? Cioè, per tornare all'esempio predetto, se, invece, il nostro anziano avesse novantanni e ad egli fosse erogato il 50% di valore della casa, anche ad arrivare a 100 anni lascerebbe comunque un debito di 147mila€ contro un valore dell'immobile rivalutato nei 10 anni di 186mila euro quindi sempre sopra il debito predetto. Badate che tutti i conti su riportati sono riscontrabili presso
calcolo saggio capitalizzazione interessi e
rivalutazione monetaria.
Infine, diamo l'indicazione di tutte le alternative possibili al vitalizio ed il rapporto con gli eredi. Le strade alternative esistono: l'anziano pensionato può fare un comune prestito personale o cedere il quinto o la delega della pensione oppure se necessità di somme più grosse un mutuo liquidità. Qualora queste tre vie non sono percorribili è meglio chiedere aiuto o parlarne con i futuri eredi, e con questi intendiamo coloro che erediteranno in futuro l'immobile, in quanto è proprio su questi che grava poi tutta la vicenda, cioè saranno gli eredi che si vedranno soffiare l'immobile lasciato in eredità dalla banca che ha concesso il vitalizio al parente estinto. Quindi, in definitiva, se proprio avere intenzione di procedere al vitalizio ipotecario fatelo quando tutte le altre alternative risultano impercorribili e, soprattutto, parlatene con i vostri eredi i quali hanno tutto l'interesse affinchè il vitalizio non vada in porto.